LA CITTA’ CHE NOI NON VOGLIAMO…

La nostra Associazione di Categoria riceve quotidianamente lamentele,

richieste di aiuto e preoccupazioni crescenti per la dilagante crisi economica dagli Artigiani di Apricena e
dai piccoli Imprenditori ancora presenti sul territorio, ormai allo stremo delle loro possibilitàdi sopravvivenza.

L’economia della nostra Città continua implacabilmente a scivolare verso una crisi sempre più profonda,

provocata sia dalla congiuntura nazionale che dalla crisi del settore edile dove i lavori sono sempre più rari

e quei pochi in essere sono oggetto di concorrenzasleale da parte di imprese per lo più sommerse e con lavoro in nero.

Gli Artigiani lamentano la carenza di commesse private e l'impossibilità di lavorare nel settore pubblico a causa dei bandi emanati dall’Amministrazione Comunale,
sempre più orientata al global service e ad appalti di grossa entità tesi a favorire imprese non del
territorio.

Un esempio lampante riguarda i lavori relativi dell’ultimo “grande” appalto di loculi del cimitero per un importo di circa tre milioni di euro;

in riguardo la nostra Associazioneaveva proposto un anno fa soluzioni a misura di Imprese locali,

poiché si tratta di risorsedei Cittadini di Apricena derivanti dalla vendita dei loculi e non da finanziamenti pubblici.

La proposta della CNA avrebbe consentito di far lavorare molte piccole Imprese edili, molti tecnici ed addetti locali

senza ricorrere al famigerato subappalto, ma soprattutto avrebbe consentito un sicuro risparmio sui costi dei singoli loculi

che determinano i prezzi di vendita, in Apricena tra i più alti della Provincia. Non siamo stati ascoltati dal Comune.

Molte nostre proposte, presentate prima delle elezioni del 2014, pur se apparentemente condivise dai Candidati dell’attuale Amministrazione, sono rimaste lettera morta, e siamo ormai al terzo anno di governo locale.

Il Sindaco e la Giunta, come già abbiamo denunciato lo scorso anno con un altro manifesto,

avevano promesso tanto ma hanno realizzato molto poco nella sostanza.
I nodi sempre più duri per sbloccare la ripresa economica della nostra Città sono ancora tutti al nastro di partenza,

terribilmente fermi ed irrisolti; manca il PUG (Piano Urbanistico Generale), mancano i Piani Particolareggiati fattibili,

manca una sia pur minima idea sul destino della Zona Industriale, manca la Lotta al sommerso,

non si hanno più notizie del Piano Particolareggiato delle Cave, forse spedito a Bari ma totalmente privo di condivisione pubblica,

un’alta gigantesca occasione mancata per il Settore lapideo e per le infrastrutture ad esso necessarie;

forse saremo costretti a pregare l’aiuto della grande esconosciuta Madre-Pietra per avere fatti e non chiacchiere?

Noi non vogliamo una Città con un’Amministrazione che si interessa solo di feste,cerimonie varie,

cippi in pietra “a ricordo...del Sindaco e dei suoi” per poi trascurare qualsiasi misura per la ripresa economica cittadina.


Noi non vogliamo un’Amministrazione cieca allo strazio giornaliero dell’emigrazione giovanile e di intere famiglie di nuovo in Germania.

Noi non vogliamo una Città dove il 70% delle Imprese ha chiuso i cancelli e licenziato decine di lavoratori;

vediamo sempre più capannoni chiusi, silenziosi e vuoti che però devono pagare l’IMU la TARI e altri tributi al Comune.


Noi non vogliamo una Città con un Sindaco che teme di relazionarsi con le categorie produttive legittimamente esistenti

ma preferisce il contatto diretto con le singole imprese solo per propagandare iniziative sportive, effimere e inconsistenti.

Noi non vogliamo una Città dove si appaltano o subappaltano lavori pubblici, anche senza le necessarie autorizzazioni,

solo agli amici degli amici oppure ad imprese sponsor della passata campagna elettorale, vogliamo lavorare tutti e nella legalità.


Noi non vogliamo una Città dove il controllo dei cantieri delle imprese che fanno lavori privati e pubblici è praticamente inesistente nonostante l’organico della Polizia comunale sia aumentato di oltre il 50%.


Non non vogliamo una Città con un’Amministrazione che utilizza a mani basse gli ormai famosi voucher e le borse-lavoro, “dimenticando” i disoccupati iscritti all’Ufficio provinciale del Lavoro e le Imprese artigianali e commerciali regolarmente iscritte che pagano le tasse in Apricena.

Noi non vogliamo una Città che appare anestetizzata ed addormentata in un sonno profondo, sorda e muta alla discussione sociale,

economica e politica, forse a causa di timori o di omertà derivanti da un clima sociale teso e nervoso.


Noi Artigiani, Commercianti ed Imprenditori abbiamo idee, proposte, considerazioni positive che vogliamo confrontare con tutti coloro che hanno a cuore Apricena ed i suoi Cittadini in questi lunghi e terribili anni di crisi economica. Noi siamo sempre pronti a cercare soluzioni nell’interesse generale, ecco la Città che Noi vogliamo.

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