Maestro Artigiano e Bottega Scuola: Regione Puglia inadempiente 

CNA Foggia denuncia i ritardi della Regione nelle politiche a sostegno dell'artigianato artistico e tradizionale

In una affollata assemblea di artigiani Antonio Trombetta, direttore provinciale di CNA Foggia, ha ripercorso i contenuti della legge regionale n° 24 del 5 agosto 2013, che reca norme per lo sviluppo, la promozione e la tutela dell’artigianato pugliese" e del relativo regolamento attuativo n° 3 che è stato approvato il 4 febbraio 2015.
Il tema dell'incontro è quello degli incentivi e degli adempimenti necessari per ottenere il riconoscimento di Maestro Artigiano e della Bottega scuola.
“Entrambi questi temi sono molto cari agli Artigiani che dedicano la propria vita a coltivare un mestiere che spesso è l'espressione di un “saper fare” di qualità. Avere il riconoscimento di formatore e quindi molto apprezzato soprattutto se unito alla possibilità di trasmettere nella bottega il valore di cui si è portatori” dice Michele Pupillo, presidente provinciale di CNA.
La figura del maestro artigiano e l’istituzione delle botteghe scuola è stata introdotta in Puglia dalla legge regionale numero 31 del 2012 in attuazione delle norme in materia di formazione e lavoro ed apprendistato.
Sostanzialmente tale norma per le imprese artigiane del settore tradizionale ed artistico annuncia agevolazioni per l'assunzione gli apprendisti che potrà completare il percorso formativo presso le stesse aziende a condizione della assistenza dei requisiti legati ai locali è alla presenza di un maestro artigiano.
L’artigianato ritorna ad essere luogo dove si insegna un mestiere sia attraverso la pratica ma anche attraverso la teoria che potrà però svolgersi direttamente in azienda.
Nel 2015 con delibera di giunta regionale numero 408 si approvano le linee guida per ottenere sìa il riconoscimento di maestro artigiano che l'autorizzazione all'esercizio della Bottega scuola. Ma per entrambi si rinvia alle norme di dettaglio che dovrebbero essere contenuti in “ emanandi “ bandi di cui però si è perso ogni traccia.
E così dopo 6 anni dalla legge regionale che doveva sostenere l'occupazione dei giovani nelle aziende artigiane in Puglia è ancora un nulla di fatto.
Ma non è l'unica inadempienza denunciata da CNA Foggia.
Nel regolamento attuativo della legge 24, la regione evidenziava la necessità, al fine di sostenere e valorizzare l’artigianato artistico e tradizionale, di predisporre un Programma organico di sostegno al settore che sviluppasse l’attuazione di politiche di tutela dei requisiti di professionalità e di origine delle produzioni anche nei confronti di eventuali tentativi di imitazione; valorizzazione delle produzioni di eccellenza, sia sul mercato interno che su quello internazionale, attraverso il marchio “Eccellenza artigiana - Made in Italy”; la qualificazione delle lavorazioni artigianali, sotto il profilo stilistico, tecnologico, dei materiali e dei processi utilizzati; ampliamento dei mercati attraverso politiche di visibilità dei prodotti dell’artigianato; salvaguardia di quei mestieri artigianali a rischio di estinzione che, perpetuando nel tempo le antiche tecniche di lavorazione, costituiscono una preziosa testimonianza storica e culturale, da tramandare alle future generazioni; il sostegno ad una formazione professionale specifica, che possa agevolare il ricambio generazionale; la tutela dei requisiti di professionalità vigilando sul rispetto delle norme vigenti in materia di lavoro e di contribuzione fiscale e previdenziale.
Si è proseguito invece nella più completa assenza di politiche di sostegno all’artigianato artistico e tradizionale tanto amato ma al contempo mai così tradito.
Alla Regione CNA Foggia chiede:
che venga predisposto il Programma organico delle politiche a sostegno dell’artigianato artistico e tradizionale;
che vengano emanati gli avvisi per il riconoscimento del titolo di Maestro artigiano e di Bottega scuola.

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